Olbia

San Simplicio

La chiesa, costruita in due fasi tra la fine dell'XI secolo e la seconda metà del XII secolo, in stile romanico pisano, sorge su una piccola collina, situata un tempo fuori dalle mura e utilizzata dall'epoca punica fino al Medioevo come area cimiteriale e di culto. Appartiene al primo romanico, il quale presenta un carattere sobrio e maestoso con una scarsa propensione alla decorazione. Sull'area esisteva, forse, già un edificio di culto paleocristiano, eretto probabilmente tra il 594 e il 611, a sua volta situato accanto ad una costruzione di epoca romana. La chiesa è costruita in parte con il granito.

 

Il tempio, secondo studi recenti, è stato edificato in due differenti periodi.

 In una prima fase costruttiva, risalente alla prima metà dell'XI secolo, sono stati realizzati l'abside, i muri perimetrali, le colonne interne e le coperture a botte in mattoni delle navatelle laterali. Durante l'ultimo quarto del XII secolo è stata effettuata la sopraelevazione della navata centrale, la copertura a capriate lignee e la trifora della facciata.

 

L'edificazione della chiesa basso medievale si deve forse ai primi giudici di Gallura, come centro di un nucleo burocratico e amministrativo che per qualche secolo divenne "capitale" del regno giudicale. Accanto alla futura basilica - unico elemento superstite della Civita medievale - sorgevano probabilmente la cancelleria giudicale, il palazzo vescovile e altri edifici, secondo un'idea di Insula episcopalis tipicamente bizantina.

 

Acquedotto Romano

Il centro della città moderna insiste in buona parte sull'area occupata dalla città antica. Le testimonianze monumentali ascrivibili ai periodi punico e romano sono costituite essenzialmente dalle mura puniche, dall'acquedotto romano e dai grandi relitti di navi romane attualmente in corso di restauro che saranno esposti nel Museo Archeologico in fase di completamento ad Olbia.

 

Il patrimonio archeologico della città è inoltre costituito da numerosi giacimenti subacquei. Un censimento ancora in corso ha permesso di individuare circa un centinaio di siti che ci consegnano l'immagine del braccio di mare antistante la città molto frequentato, non solo dalle grandi navi onerarie, ma anche da piccole imbarcazioni che smistavano merci lungo la costa con navigazione di piccolo cabotaggio, utilizzando come approdi insenature riparate sulla costa (Porto San Paolo, Cala Moresca) e isole pericostiere (Spalmatore, Tavolara). Uno dei rinvenimenti subacquei spicca per eccezionalità: la testa di statua in terracotta che raffigura a grandezza naturale il dio Ercole. Si tratta della copia di un perduto originale in bronzo che doveva trovarsi nel santuario cittadino dedicato al dio e realizzata a Olbia nel II secolo a.C. con l'uso di matrici.

 

Il tratto visibile e visitabile delle mura puniche è costituito da una muratura rettilinea a doppia cortina, costituito da grandi blocchi di granito sul lato esterno e più piccoli sulla parte interna, una porta di accesso e un altro tratto rettilineo dal quale sporge una torre di difesa a pianta rettangolare, realizzata cingendo di blocchi un piccolo dosso di roccia naturale. All'interno della torre è presente una vasca di raccolta dell'acqua, ora reinterrata per motivi di conservazione.

 

Museo Archeologico

Il Museo illustra l'intera vicenda storica della città antica e del territorio di Olbia, dalla preistoria al XIX secolo, con particolare riferimento alle fasi fenicia, greca, punica e romana dell'area urbana e portuale, le più ricche di documentazione storica e archeologica.

Elemento di particolare interesse sono i relitti romani e medievali rinvenuti nello scavo del porto antico, corrispondente al lungomare dell'attuale centro storico.

Olbia è l'unica città della Sardegna ad essere stata abitata da Greci, tra il 630 e il 520 a. C. circa, e il nome da essi datole, Olbía, cioè "felice" in rapporto alle straordinarie opportunità che il sito offre all'insediamento umano, è stato adottato quale nome e logo, in caratteri greci maiuscoli, del Museo

 

Il Museo sorge sulla piccola Isola Peddone, antistante il porto odierno e già in antico costituente elemento di spicco del sistema portuale urbano.

Dai terrazzi la vista abbraccia in primo piano il porto odierno e, a distanza di soli 100 metri, il luogo di provenienza dei relitti, nel più ampio contesto della porzione di area urbana moderna che cela la città antica .

In secondo piano è ben apprezzabile a 360° tutto il Golfo Interno, la piana retrostante e il teatro di colline che circondano e completano questo sistema paesistico-ambientale così ottimale in ogni epoca per l'antropizzazione.

Il visitatore coglie così tutti i principali e significativi rapporti di relazione tra il contenitore e le porzioni del territorio da cui provengono i reperti in esso contenuti, e più in generale le opportunità ambientali che determinarono e favorirono il felice sviluppo della vicenda umana in questi luoghi come narrata nel Museo.

 

 

Castello di Pedres

Si tratta di un forte, risalente al medioevo, costruito in pietra locale nella metà del Duecento, durante il periodo visconteo del giudicato di Gallura e successivamente utilizzato dai Pisani per far fronte all'attacco da parte degli Aragonesi.

 

Fino al 1296 era giudice di Gallura Nino Visconti (fu anche l'ultimo) che lo utilizzava per scopi militari. Sua figlia Giovanna che non poté succedergli, gli subentrò però nel patrimonio immobiliare, tra cui questo castello.

 

La fortezza aveva la principale funzione di difendere Civita e i confini con il giudicato di Torres.

 

Originariamente il castello era dotato di quattro torri e caratterizzato da due piazzali, uno superiore e uno inferiore, cintati da mura poligonali, raggiungibili attraverso scale costruite con grandi massi di granito.

Sono ancora visibili, nel piazzale superiore, due stanze diroccate, di cui una con volta a crociera, una cisterna per la raccolta della acque piovane, ed il mastio, che in origine era suddiviso su quattro piani e permetteva di controllare il territorio fino al Golfo di Olbia.

 

Nuraghe Riu Mulinu

Il Nuraghe Riu Mulinu si trova in cima alla collina di Cabu Abbas, a nord della città di Olbia, da dove è possibile godere di un panorama mozzafiato.

 

Il sito archeologico è databile intorno al 1300-1200 a.C., ed è costituito da una possente muraglia che circonda una torre nuragica; le mura si sviluppano per circa 220 metri, che in alcuni punti, nonostante l'antichità del sito, arriva ancora ad un'altezza superiore ai 5 metri, ed ha uno spessore di circa 4 metri.

 

Sono presenti due ingressi nelle mura che conducono alla torre nuragica. Il nuraghe in sè è costituito da blocchi granitici di piccole dimensioni, ed all'interno si distinguono una scala che portava al terrazzo, due nicchie e un pozzo.

Qui all'interno, durante gli scavi, venne rinvenuto un bronzetto raffigurante un personaggio femminile che trasporta un anfora sul capo.

 

Da qui si può ammirare uno strepitoso paesaggio, la pianura circostante Olbia e tutto il suo golfo interno fino all'isola di Tavolara, questo sta ad indicare l'importanza strategica di questa fortezza nuragica, da dove era possibile controllare eventuali incursioni nemiche, e anche la notevole capacità architettonica della Civiltà Nuragica.

Pittulongu

Nota anche col nome di "La Playa", è il lido prediletto degli olbiesi.

E' formata da una sabbia molto fine e bianca con presenza di piccole conchiglie. Si presenta come una grande mezzaluna ed è dotata di numerosi impianti balneari che offrono tutti i servizi.

Caratteristici i ristoranti presenti sull'arenile e gli alberghi e Hotel presenti nelle vicinanze.

Ben collegata alla città da servizi pubblici, vi si arriva percorrendo per circa 5 km la strada provinciale 82. Sono presenti nelle vicinanze Hotel, Ristoranti e pizzerie, piccoli market.

 

Lo Squalo

 

Separata dalla spiaggia della Playa da una piccola lingua rocciosa, l'arenile si presenta con un fondo di sabbia finissima tendente al grigio chiaro.

 

Ben collegata alla città da servizi pubblici, vi si arriva percorrendo la strada provinciale 82 e svoltando a destra subito dopo la spiaggia della Playa.

Nelle vicinanze sono presenti alberghi, ristoranti, piccoli market.

 

Bados

La spiaggia si trova nella località di Bados, nel comune di Olbia. L'arenile ha un fondo di sabbia chiara e sottile, dalle tonalità tendenti al grigio, con scogli affioranti.

 

Primo del comune di Olbia, il lungo arenile di circa 300 metri è occupato in parte da uno stabilimento balneare. La spiaggia è caratterizzata da un basso fondale che rende agevole il gioco dei bambini.

Cala Banana

La spiaggia di Cala Banana è situata nella località di Cala Banana e Nodu Pianu, a pochi chilometri dal comune di Golfo Aranci al confine con Olbia.

 

Cala Banana, è conosciuta anche con l’antico nome di Su Polt’ è sa paza, per questa spiaggia le caratteristiche sono la sabbia fine e bianca con sfumature che tendono al grigio e la presenza di piccoli scogli.

 

La spiaggia di Cala Banana,  è una spiaggia libera e da un lato perzialmente attrezzata con un lido, è presente un chiosco bar ed un noleggio gommoni e canoe.

 

La spiaggia di Cala Banana è separata dalla spiaggia di Nuodu Pianu da alcuni scogli, facilmente superabili tramite un sentiero sabbioso, che passa vicino al pontile.

 

Museo Archeologico

Acquedotto Romano

Castello di Pedres

San Simplicio

Spiagge

Pittulongu

Lo Squalo

Bados

Cala Banana

Nuraghe Riu Mulinu

B&B

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